Longiano terra di Romagna

Ovvero come conciliare la vacanza al mare con bellissime escursioni nell’entroterra.

Sì, perché la Romagna è anche questo: lunghissime spiagge dorate, una tavola d’acqua che si diffonde fino all’orizzonte e a pochi chilometri di distanza colline verdi e fiorite e borghi mozzafiato. L’entroterra romagnolo è veramente tutto da scoprire ed è per questo che con orgoglio noi dell’Hotel Iride abbiamo abbracciato l’idea di farlo conoscere coniugando le giornate sdraiati sul lettino in spiaggia a delle uscite di mezza giornata in giro per la Romagna.

Quest’anno una delle mete proposte è Longiano.

Conosco bene questo borgo medioevale posto a pochi chilometri sulle colline sopra Cesena. Da ragazza spesso e volentieri con gli amici si andava a bere qualcosa in uno dei tanti locali con veduta sulla vallata: tra un bicchiere di buon vino sangiovese e l’altro passavi il tempo a guardare tutte quelle luci e a ringraziare per quella fortuna.  Uno spettacolo che mi è sempre piaciuto! Soprattutto frequentavo però il suo teatro, il ben noto Teatro Petrella. Il Teatro Petrella è un piccolo teatro ottocentesco che ha saputo affermarsi dando spazio a una moltitudine di artisti ospitando le loro premier tra cui Gassman, Dario Fo, Lella Costa,  Davide Riondino e tanti cantanti come Dalla, Morandi, Guccini,…possiamo proprio dire che tutto il meglio del teatro, del cabaret e della musica italiana è passato da lì.  Infatti a testimonianza di questo nella visita guidata che viene fatta si possono ammirare nella sala del bar al suo interno le foto di tutti gli artisti che si sono esibiti.  C’è un’atmosfera pazzesca, quando assisti ad uno spettacolo si è come assorbiti dalla rappresentazione tanto è intimo il contesto e anche l’ottima acustica contribuisce a rendere avvolgente l’atmosfera.

L’uscita a Longiano meriterebbe solo per questo, ma poi c’è tanto altro da vedere come il museo della ghisa, il museo dell’arte contadina, il museo religioso, con ciascuno una sua storia, curati da volontari che per ogni pezzo messo in mostra ti raccontano un pezzo di vita vissuta, sanno nei minimi dettagli come quel pezzo è arrivato sin lì e sono quindi in grado di creare empatia con tutto quello che si vede……un’occasione da non perdere.

 

PONTE DEL DUE GIUGNO

PRELUDIO D’ESTATE

 

 

Spiaggia di Valverde di Cesenatico Hotel iride

Si è appena concluso il ponte del 2 giugno, un lungo week end che è cominciato per qualcuno già dal giovedì e che si è concluso la domenica sera.

Alberghi al completo,  ristoranti pieni,  spiagge full,  piadinerie e gelaterie prese d’assalto.  Che dire?  Bellissimo! Un assaggio di quello che normalmente avviene in estate nella nostra Riviera Romagnola.                                                               Bello perché  questa grande affluenza ti fa capire che la nostra Riviera piace, che è in grado di soddisfare tutti i desideri dei nostri ospiti, che anche le più diverse esigenze trovano riscontro.

Giornate intere in spiaggia cullati dal sole, aperitivi sorseggiati in riva al mare, cene di pesce con alle spalle la suggestiva cornice del porto canale leonardesco. Che meraviglia! Per non parlare della cordialità ben nota dei romagnoli!Penso che siano proprio queste le doti della nostra costa , quelle che ti fanno venire la voglia di affrontare un viaggio  anche di ore e ore causa code perché sai che quando arrivi ti viene offerto un bel aperitivo e si viene accolti come se fossi uno di famiglia.

Il riscontro più bello che abbiamo avuto noi all’hotel Iride al termine del ponte è stato proprio una frase detta da un nostro piccolo ospite che alla domanda se fosse stato bene in questi giorni, ha risposto che si augurava proprio di poter tornare presto a MANGIANATICO!!!                                                                                             Mangianatico, che parola magica, rende bene l’idea di un luogo caro a chi lo visita per il buon cibo e il calore che vi lascia dentro.

 

IL RICORDO DEI SAPORI

La ricetta della Ciambella Romagnola dell'Hotel IrideLA NOSTRA RICETTA DELLA CIAMBELLA ROMAGNOLA

Vi è mai capitato di associare un sapore ad un ricordo? Sentire un odore o assaporare del cibo e tornare con la mente ad un periodo lontano della vostra vita o vedere riapparire un volto a cui non pensavate da un po’ di tempo? A me succede ogni volta che mangio la torta all’ananas.

La mente corre veloce alla mia infanzia, alla casa dei miei zii, a mio cugino, a una marea di bambini urlanti del vicinato, alle corse, alle ginocchia sbucciate, ai pantaloni strappati, alla promessa di una sgridata e poi alla merenda tutti intorno ad un tavolo, esausti ma soddisfatti di tutto quel gran da fare che solo i bambini possono capire. Questo per me è la torta all’ananas!!!!

Mi piacerebbe pensare che anche chi è stato in vacanza da noi all’hotel Iride possa aver provato una simile sensazione. Mi piacerebbe pensare che un qualche piatto possa aver rievocato bei ricordi e quindi una sensazione di piacevole benessere. Per coloro infatti che si trovano in albergo a metà pomeriggio è facile essere avvolti dal profumo di dolci che Maria prepara per la colazione. In particolare quello della ciambella romagnola. Non so se è un dolce che si fa d’abitudine anche a casa, ma vi posso assicurare che avere la fortuna di assaggiarla appena sfornata è un regalo per il palato. Calda, ancora soffice all’interno ma già con la sua crosta croccante ad avvolgerla. Bisognerebbe chiedere a quei fortunati grandi e piccoli che sentendo l’odore ne chiedono un pezzetto, ma a giudicare dalle loro espressioni penso che un segno lo abbiamo proprio lasciato!

Il regalo che posso farvi io è quello di svelarvi la nostra ricetta, la Maria la prepara così:

Si mescolano insieme 50g di burro fuso, 3 uova e 250g di zucchero, si aggiunge poi 500g di farina con 10g di lievito aiutandovi se serve con il latte quanto basta. L’impasto così ottenuto basta per formare 2 filoni da stendere su una teglia coperta da carta da forno. La ciambella va in forno già caldo a 170° per 30 minuti. Il tocco in più è cospargere di zucchero i due filoni prima di mettere in forno, il risultato è garantito.

 

LA NOVE COLLI

Cosa vuol dire essere la moglie di un garnadone che partecipa alla 9 colli

Hotel iride partenza 9 colli Cesenatico

 

Se sei nato in Romagna come me e hai a che fare con la bici ,o perché sei un ciclista o madre o moglie o figlia o amica di un ciclista non puoi non conoscere la gran fondo della 9 colli. 

Per chi come me non pratica è una gara di ciclismo non professionista che si tiene la 3a domenica di maggio a Cesenatico ricoprendo un percorso di 130km ( la corta) o di 200km ( la lunga) attraverso i colli che circondano la zona ( 9 colli appunto). Una gara che implica strade chiuse dalla mattina alle 5, migliaia di ciclisti per le strade, percorsi deviati per arrivare anche a casa propria.

Per chi pratica questo sport ed è romagnolo è LA GARA, quella che da amatore prima o poi devi fare, quella che la fai una volta perché tutti i tuoi amici l’hanno fatta, ma che poi non abbandonerai più e che farai anno dopo anno perché bisogna migliorare la prestazione dell’anno prima.

Sì perché la 9 colli è una gara innanzi tutto con se stessi. Non si tratta di arrivare tra i primi ( qui si parla di garnadoni appunto) ma di portarla a termine senza problemi, di portarla a termine entro un orario giudicato giusto per le proprie capacità e per questo ci si allena. Ci si allena molto, ci si allena  per un anno. E’ un impegno per tutta la famiglia perché bisogna conciliare gli  impegni lavorativi con quelli della famiglia e ritagliarsi del tempo.  Bisogna poi godere delle giornate positive quando i risultati arrivano, saper consolare quando le giornate sono meno buone, sostenere e incoraggiare.

Non sono un ciclista ma a fine gara quando la tensione si è sciolta e l’adrenalina si è esaurita vedere la soddisfazione negli occhi di chi vi ha partecipato e sa di aver dato tutto ed è andato tutto bene è comunque immensa. Sono la moglie di un garnadone è un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo!!!!!

FESTA DEL PESCE AZZURRO

In bicicletta è tutto più bello!

Hotel Iride Festa del pesce azzurro Cesenatico

Il 1° Maggio a Cesenatico è da un po’ di tempo un tripudio di eventi: manifestazioni sportive varie, camminate ludiche che attraversano i parchi della città e soprattutto la festa del pesce azzurro.

Stand gastronomici gestiti  dalle varie associazioni rigorosamente del territorio animano le vie del centro di Cesenatico, affiancati dalle bancherelle di un mercatino che naturalmente in queste occasioni non può mancare. Le vie del centro storico sono così letteralmente riempite di persone, di voci, di musica,  di odori;  ogni spazio è occupato , pieno, strabordante, ma dannatamente vivo. La sera poi si aggiungono le luci artificiali dei lampioni e delle bancherelle e il loro riverbero nel canale leonardesco. Uno spettacolo unico perché unico è il Porto Canale di Cesenatico.

L’Hotel Iride era aperto anche in questa occasione e per permettere ai propri ospiti di vivere appieno ogni istante della manifestazione il servizio che offrivamo era quello del B&B in maniera da aggregarsi o per pranzo o per cena alla festa in centro.  Per raggiungerlo abbiamo messo a disposizione le biciclette dell’hotel, il modo migliore non solo per evitare lo stress del trovare parcheggio, ma anche per conoscere meglio la città percorrendo vie alternative a quelle delle macchine.

Cosa c’è di meglio se non approfittare di una bella giornata  pedalando, respirando aria buona e godendosi la vista di una città da una prospettiva unica, entrando a far parte direttamente della festa.

In bicicletta tutto è più bello!

La mitica “9 Colli”

la mia esperienza personale!!!

Io sulla salita di Pieve di rivoschio

Come tutti gli anni la terza domenica di Maggio si svolge la “9 colli” regina delle  gran fondo internazionale di ciclismo con 2 percorsi: il percorso medio di 130 km con (4 colli) e il percorso lungo 200 km (9 colli).

Sin da bambino cresciuto in albergo,  in questi giorni ero affascinato  delle maglie colorate, dalle bici tutte diverse ma tutte bellissime e dalle migliaia e migliaia di ciclisti che all’alba si apprestavano a partire per quest’avventura. Allora mi feci una promessa: “un giorno anche io avrei  fatto la 9 colli” ma prima il calcio, poi la famiglia poi la gestione dell’albergo e il non praticare più sport avevano allontanato questa promessa dalla mia testa.

4 anni fa, più per problemi alla schiena che altro, cominciai a pedalare con un “cancello”(in gergo una bicicletta vecchia molto pesante), prima 30 km poi 50 km e così via iniziai ad abbracciare questo sport che oltre ad essere salutare ti fa vedere strade, luoghi, scorci e panorami fantastici della nostra Romagna che prima non avevo mai ammirato.

Il primo anno fu di approccio al mondo del ciclismo, mentre il secondo anno spinto dagli amici, comprai una bici in carbonio e cominciai a cimentarmi in salite sempre più dure e in percorsi sempre più lunghi. La fatica tanta, anzi tantissima, ma ogni volta che tornavo a casa i benefici in umore e salute si vedevano. Venne poi il fatidico giorno di  fine ottobre dove tutti gli amici del ciclismo di questa zona cominciano a farti la domanda: Te la fai la 9 colli? sì, perché la 9 colli è un’istituzione e un ciclista amatoriale che si rispetti almeno una volta nella vita deve partecipare, e io a questa domanda inconsciamente, ma memore della promessa, risposi sì e così mi iscrissi. Questo implicava tantissime ore di sella e tanta tanta salita, ma sopratutto affrontare la salita delle salite dei romagnoli: IL BARBOTTO, già il nome mi spaventava e il solo pensiero di affrontarla per la prima volta in allenamento non mi fece dormire la notte.

La gara: sveglia alle 4.00, colazione alle 4.30, poi preparativi e partenza alle 6.00. 13.000 iscritti nel 2014, fu record in quell’anno, le sensazioni che ho provato alla partenza erano uniche, un misto di emozione, paura, rispetto ma sentii di far parte di qualcosa di unico. Come unico è stato condividere la fatica nelle salite con una marea di maglie colorate che  sudano e sbuffano ma che si alzano sui pedali per arrivare in cima  per poi buttarsi in discese  e ancora salita…

All’arrivo di questa faticaccia, quello che ho provato è stato qualcosa di indescrivibile, non so’ come raccontarlo, perché l’emozione era enorme tanto che mentre affrontavo i miei ultimi 200 mt all’arrivo mi sono sistemato la maglietta, mi sono tolto gli occhiali, mi sono fatto  il segno della croce ripensando alla promessa fatta tanti anni fa, ma sopratutto… ho pianto.  Anche adesso mentre sto scrivendo queste parole una lacrima  mi solca il viso perché mi tornano in mente quelle sensazioni che solo il ciclismo può’ darti.

Viva il Ciclismo e viva la 9 colli

Anche quest’anno come tutti gli anni la città si sta riempendo di colori della “9 colli” e come sempre l’hotel Iride di Cesenatico è vicino allo sport e al ciclismo.

 

Christian

 

Una bella idea

Il clubhouse sandwich, più conosciuto con il diminutivo di club sandwich, è uno dei panini più universalmente conosciuti. Il suo nome significa letteralmente “panino condominio” perché la sua peculiarità è proprio quella di essere composto da diversi strati che ricordano appunto i piani di un condominio.
Le origini del clubHouse sandwich sono da ricollegare al mondo anglosassone che ne detiene la paternità: pare che la prima comparsa del clubHouse sanwich si ebbe nel 1899 a cura di Danny Mears, chef nel celebre Saratoga Club-house di Saratoga Springs, locale di gioco d’azzardo per soli uomini a New York. In ogni caso, questo panino multistrato fu molto pubblicizzato dall’ex sovrano d’Inghilterra Edoardo VIII, il quale lo riteneva il suo piatto preferito e soleva farselo preparare solo dalla moglie, Wallis Simpson, per la grande bravura dimostrata in questa preparazione.
ll clubHouse sandwich è una sorta di tramezzino “doppio” cioè realizzato con tre fette di pane tostato ripiene di bacon e petto di tacchino croccanti, fette di pomodoro, insalata verde e maionese. Ideale come cena veloce da consumare davanti alla tv o, ancora meglio, come spuntino da picnic.

Benvenuti nel nostro nuovo Blog

Ciao

da un desiderio di  sentirci più vicini a tutti coloro che in qualche modo hanno fatto la storia del nostro albergo passandovi solo una notte o ritornando anno dopo anno,  un’idea in più per raccontarci parlandovi di noi, ricordandovi eventi e avvenimenti, svelandovi ricette e segreti della nostra cucina…….non tutti però naturalmente 🙂